— Sembra, disse il conte, ma non vi spaventate, madamigella Haydée è molto nervosa, per conseguenza molto sensibile agli odori; un profumo che le sia antipatico basta per farla svenire; ma, soggiunse il conte, cavando una boccettina di saccoccia, ho qui il rimedio. E dopo avere salutato la baronessa e la figlia, collo stesso e solo saluto strinse nuovamente la mano a Morcerf e a Debray, ed uscì dal palco della sig.ª Danglars. Quando rientrò nel suo, Haydée era ancora molto pallida; appena gli strinse la mano, Monte-Cristo s’accorse essere fredda ad un tempo ed umida.

— E con chi dunque parlavi, signore? domandò Haydée.

— Col conte di Morcerf, rispose Monte-Cristo, che è stato al servizio del tuo illustre padre, e che confessa di dovergli la sua fortuna.

— Ah! miserabile, egli lo vendè ai Turchi; e questa fortuna fu il premio del suo tradimento. Tu dunque non sapevi questo, mio caro signore?

— Aveva sentito dire qualche parola su questo proposito in Epiro, disse Monte-Cristo, ma ne ignoro i particolari; vieni, figlia mia, tu me li racconterai, devono essere curiosi.

— Oh! sì vieni, vieni; mi sembra che morrei se dovessi stare più lungamente in faccia di quest’uomo.

Ed Haydée s’alzò prestamente, s’inviluppò nella sua burnous di cachemire bianco, orlata di perle e di corallo ed uscì al momento in cui si alzava il sipario pel quarto atto.

— Guardate se quest’uomo fa nulla di quel che fanno gli altri! disse la contessa G*** ad Alberto ch’era ritornato da lei, ascolta attentamente il terzo atto del Roberto, e se ne va al momento che sta per cominciare il quarto.

LIII. — ALTO E BASSO DEI FONDI.

Qualche giorno dopo questo incontro Alberto di Morcerf andò a far visita al conte di Monte-Cristo nella sua casa ai Campi-Elisi, che aveva già preso quell’aspetto di palazzo, che il conte mercè le sue immense ricchezze sapeva imprimere alle sue abitazioni anche più passaggiere. Egli veniva a rinnovargli i ringraziamenti della sig.ª Danglars che aveva già ricevuti in una lettera firmata baronessa Danglars, nata Erminia di Servieux. Alberto era accompagnato da Luciano Debray, il quale unì alle parole dell’amico qualche complimento, non al certo ufficiale, ma di cui il conte mercè il suo fino colpo d’occhio non poteva non sospettar la sorgente. Gli sembrò perfino che Luciano venisse a visitarlo mosso da un doppio sentimento di curiosità, di cui la metà emanasse dalla strada Chaussée-d’Antin; di fatto poteva supporre, senza timore di sbagliarsi, che la sig.ª Danglars non potendo coi suoi propri occhi ispezionare lo appartamento di un uomo che regalava cavalli da 30 mila fr. ed andava all’Opera con una greca che portava il valore di un milione in diamanti, aveva incaricato gli occhi per i quali era solita vedere, di darle su ciò qualche informazione; ma il conte non parve sospettare la minima correlazione fra la visita di Luciano e la curiosità della baronessa.