— Eh? vada per un mezzo milione, disse il Lucchese, ma parola di onore non credeva che andasse tant’alto.

— Perchè avete un’intendente che vi ruba; che volete, caro sig. Cavalcanti, bisogna adattarsi.

— Voi m’illuminate, disse il Lucchese con gravità, lo metterò alla porta.

Monte-Cristo continuò a leggere: «E al quale non manca che una cosa per essere felice.»

— Oh! sì una sola cosa, disse il Lucchese con un sospiro.

— «Di ritrovare un figlio adorato, rapito nella sua prima gioventù, o da nemici della sua famiglia o da zingari.»

— All’età di 5 anni, signore, disse il Lucchese con un profondo sospiro ed alzando gli occhi al cielo.

— Povero padre! disse Monte-Cristo. «Io gli rendo la speranza, gli rendo la vita, sig. conte, annunziandogli che questo figlio, che da 15 anni cerca invano, voi potete farglielo ritrovare.»

Il Lucchese guardò Monte-Cristo con una indefinibile espressione d’inquietudine.

— Lo posso, rispose Monte-Cristo.