— Da otto o dieci giorni.

— E chiamate vostro amico un uomo che conoscete da soli otto giorni? Oh! Massimiliano, vi credeva molto più avaro di questo bel nome di amico.

— Voi in logica avete ragione, Valentina, ma dite ciò che volete, niuna cosa mi farà retrocedere su questo sentimento istintivo. Credo che quest’uomo sarà immischiato a tutto ciò che mi accadrà di bene nell’avvenire, che perfino il suo sguardo profondo sembra conoscere e la sua mano possente dirigere.

— È dunque un indovino? disse sorridendo Valentina.

— In fede mia, son tentato a credere che spesso indovini.... particolarmente il bene.

— Oh! disse Valentina tristamente, fatemi conoscere quest’uomo, che io sappia da costui, se sarò amata abbastanza per esser ricompensata di tutto ciò che ho sofferto.

— Pover’amica! ma voi lo conoscete. — Io? — Sì. È quegli che ha salvato la vita a vostra matrigna ed a suo figlio.

— Il conte di Monte-Cristo? — Egli stesso.

— Oh! gridò Valentina, egli non può mai essere mio amico, lo è troppo di mia matrigna.

— Il conte amico di vostra matrigna? Valentina, il mio istinto mi avrebbe ingannato a questo punto? son sicuro che voi vi sbagliate.