— Ebbene! signore, con due segni voi acquisterete la certezza che mio nonno ha sempre goduto fin qui la pienezza delle sue facoltà intellettuali. Il sig. Noirtier, privato della voce, privato dei movimenti, chiude gli occhi quando vuol dire di sì, e batte le palpebre a più riprese quando vuol dire di no. Voi ora ne sapete abbastanza per parlare col sig. Noirtier, provatevici. — Lo sguardo che il vecchio vibrò a Valentina era sì pieno di tenerezza e di riconoscenza che fu capito dallo stesso notaro.
— Voi avete inteso e compreso ciò che ha detto vostra nipote, signore? domandò il notaro. — Noirtier chiuse dolcemente gli occhi e dopo un momento li riaprì.
— Ed approvate ciò che ha detto, cioè che i segni da lei indicati sono quelli col mezzo dei quali fate comprendere i vostri pensieri?
— Sì, fece ancora il vecchio.
— Siete voi che mi avete fatto chiamare? — Sì.
— Per fare il vostro testamento? — Sì.
— E non volete che mi ritiri senza averlo fatto?
Il paralitico battè fortemente le palpebre degli occhi a più riprese. — Ebbene, signore, lo capite ora? domandò la giovinetta, e la vostra coscienza potrà stare tranquilla?
Ma prima che il notaro avesse potuto rispondere il sig. de Villefort lo tirò in disparte. — Signore, credete che un uomo possa impunemente sopportare un colpo fisico così terribile quanto quello che ha provato il sig. Noirtier de Villefort, senza che il morale non abbia gravemente a risentirsene?
— Non è precisamente ciò che m’inquieta, ma domando in qual modo giungeremo ad indovinare i pensieri per provocare le risposte.