— Non vedete dunque ch’è impossibile?

Valentina ed il vecchio intesero questo dialogo. Noirtier fermò il suo sguardo così fiero, e così risoluto su Valentina, che questo sguardo esigeva evidentemente una risposta.

— Signore, diss’ella, non v’inquietate per questo; per quanto sia difficile, o piuttosto per quanto vi sembri difficile, di scoprire il pensiero di mio nonno, ve lo rivelerò in modo da togliervi ogni dubbio su questo argomento; sono già sei anni ch’io sono presso il sig. Noirtier; che vi dica egli stesso, se in sei anni un solo dei pensieri è rimasto sepolto nel suo cuore per non avermelo potuto far comprendere.

— No, fece il vecchio.

— Proviamo dunque, disse il notaro; accettate voi madamigella per vostra interprete? — Il paralitico fece segno di sì.

— Bene vediamo: signore, che desiderate da me, e quale atto è quello che volete che io faccia? — Valentina articolò tutte le lettere dell’alfabeto fino alla lettera T.

A questa lettera l’eloquente occhio di Noirtier la fermò. — È la lettera T che il signore domanda, la cosa è visibile. — Aspettate, disse Valentina; poi voltandosi da suo nonno: ta... te.... — Il vecchio la fermò alla seconda di queste sillabe. Allora Valentina prese il dizionario e sotto gli occhi dell’attento notaro sfogliò le pagine.

Testamento indicò il suo dito fermato dal colpo d’occhio di Noirtier.

Testamento, gridò il notaro, la cosa è visibile, il signore vuol fare testamento.

— Sì, fece Noirtier a più riprese.