— Allora io ho 5 minuti, disse Monte-Cristo, è più del tempo che mi abbisogna. Mio caro signore, disse egli, mi permettete di farvi una dimanda?

— Dite — Amate molto l’agricoltura? — Con passione.

— E sareste felice, se invece di avere una terrazza di 20 piedi, aveste un recinto di due iugeri?

— Signore, ne farei un paradiso terrestre. — Coi vostri mille fr. vivete male? — Molto male, ma infine vivo. — Sì, ma non avete che un miserabile giardino. — Ah! è vero, il giardino non è grande. — Ed anche, tale quale è, è popolato da ghiri che divorano tutto. — Questo è il mio flagello.

— Ditemi se aveste la disgrazia di voltare la testa quando il corrispondente di destra è in movimento? — Io non lo vedrei. — Allora che vi accadrebbe? — Che non potrei ripetere i segnali. — E dopo?... — Mi accadrebbe che non avendoli ripetuti per negligenza sarei messo in multa. — Di quanto? — Di cento fr. — Il decimo della vostra rendita. — Ah!... fece l’impiegato. — Ciò vi è mai accaduto? disse Monte-Cristo. — Una sola volta, che potava un rosaio.

— Bene; ora se vi avvisaste di cambiare un segnale, o di trasmetterne un altro? — Allora è diverso, sarei licenziato, e perderei la pensione. — Di 500 fr.? — Cento scudi, sì, signore: così capirete bene che non lo farò mai.

— Neppure per 15 anni della vostra paga? Vediamo, ciò merita riflessione, eh? — Per 15 mila fr.? Signore, voi volete tentarmi — Precisamente! 15 mila fr. — Signore, lasciatemi guardare il mio corrispondente di destra!

— Al contrario; non lo guardate, ma invece guardate qui.

— Che cosa è questo? — Come! non conoscete questi piccoli pezzi di carta? — Biglietti di banca!

— Quadrati; e sono 15. — E per chi sono?