— Delle francesi, signora, vuole assolutamente prender moglie a Parigi.
— Bella idea! disse Danglars alzando le spalle.
La signora Danglars guardò suo marito con un’espressione che, in un altro momento, sarebbe stata foriera di un uragano; ma per la seconda volta ella si tacque.
— Il barone sembra molto tetro quest’oggi, disse Monte-Cristo alla sig.ª Danglars: lo voglion forse far ministro?
— Non ancora, credo in vece che abbia speculato alla borsa, e che abbia perduto, e non sa con chi prendersela.
— Il signore, e la signora de Villefort, gridò Battistino.
I due personaggi annunziati entravano; il sig. de Villefort, ad onta del suo gran potere su sè stesso, era visibilmente commosso. Toccandogli la mano, Monte-Cristo si accorse che tremava: — Non vi sono che le donne per sapere dissimulare, disse fra sè stesso Monte-Cristo guardando la sig.ª Danglars, che sorrideva al procuratore del Re, e che abbracciava la moglie di lui. Dopo i primi complimenti, il conte vide Bertuccio che, occupato fino allora degli affari del suo ufficio, s’introduceva in un piccolo salotto attiguo a quello nel quale erano tutti riuniti. Egli andò a lui.
— Che volete, Bertuccio?
— V. E. non mi ha detto ancora il numero dei convitati.
— Ah! è vero. — Quante coperte? — Contate voi stesso.