— Sono giunti tutti, eccellenza? — Sì.

Bertuccio introdusse lo sguardo a traverso la porta socchiusa.

Monte-Cristo gli teneva fissi gli occhi in viso.

— Oh! mio Dio! gridò egli. — Che c’è dunque? domandò il conte. — Quella donna!... quella donna!... — Quale?

— Quella vestita di bianco, e con tanti diamanti!... la bionda!... — La signora Danglars? — Non so come si chiami. Ma è dessa! signore, è dessa! — Chi?

— La donna del giardino! quella che era incinta! quella che passeggiava aspettando... aspettando....

Bertuccio rimase a bocca aperta pallido, e coi capelli irti.

— Aspettando chi? — Bertuccio senza rispondere, mostrò Villefort col dito, presso a poco col medesimo gesto con cui Macbeth mostrò Banco. — Oh!... Oh!... mormorò finalmente! vedete? — Che? chi? — Lui! — Lui!... Il sig. procuratore del Re Villefort? senza dubbio lo vedo.

— Ma dunque non l’ho ucciso!

— Ah! ma credo che diventiate pazzo, mio bravo Bertuccio.