Passarono la barriera senza alcun accidente.
Alla prima strada traversa, Andrea fermò il cavallo, e Caderousse balzò a terra. — Ebbene! disse Andrea, il mantello del mio domestico, ed il mio cappello?
— Ah! rispose Caderousse, tu non vorrai certamente che io mi raffreddi. — Ma io?
— Tu sei giovine mentre io comincio a farmi vecchio; a rivederci, Benedetto. — E s’internò nel viottolo ove sparì.
— Ahimè! disse Andrea mandando un sospiro, non si potrà dunque essere completamente felice in questo mondo?
LXIV. — SCENA CONIUGALE.
Sulla piazza di Luigi XV i tre giovani si erano divisi, Morrel aveva preso per i Baluardi, Château-Renaud era voltato sul ponte della Rivoluzione, e Debray aveva seguito la riviera. Morrel e Château-Renaud, secondo ogni probabilità, raggiunsero i domestici focolari, come si dice tuttavia dalla tribuna delle camere nei discorsi ben fatti, ed al teatro della strada Richelieu nelle rappresentazioni bene scritte; ma non fece lo stesso Debray. Giunto al portello del Louvre, voltò a sinistra, traversò il Carousel a gran trotto, infilò per la strada Saint-Roch, sboccò per quella della Michodière, e giunse alla porta della sig.ª Danglars al momento in cui il landau del sig. de Villefort, dopo aver deposto il procuratore del Re e la moglie nel sobborgo Sant’Onorato, si fermava per far discendere la baronessa alla sua abitazione.
Debray, come uomo familiare nella casa, entrò pel primo nel cortile, gettò le redini nelle mani di uno stalliere, e ritornò alla portiera a ricevere la sig.ª Danglars, alla quale offerse il braccio per ricondurla nei suoi appartamenti.
— Che avete dunque, Erminia, disse Debray, e perchè vi sentiste tanto male al racconto di quella storia o piuttosto favola del conte?
— Perchè dopo il pranzo ero orribilmente indisposta.