— Niente, riprese la baronessa; — e ciò non pertanto, siccome si sentiva soffocare, si alzò, cercò di respirare, e andò a guardarsi in uno specchio. — Io sono da far paura questa sera, diss’ella. — Debray si alzò sorridendo per andare a tranquillare la baronessa su questo argomento, quando d’improvviso la porta si aprì, comparve il sig. Danglars; Debray si rimise a sedere. Al rumore della porta la sig.ª Danglars si voltò, e guardò suo marito con una meraviglia, che non si curò menomamente di dissimulare.

— Buona sera, signora, disse il banchiere; buona sera, sig. Debray. — La baronessa credette senza dubbio che questa visita impreveduta significasse qualche cosa come il desiderio di riparare alle amare parole ch’erano sfuggite al barone nella giornata. Ella si armò di un’aria di dignità, e voltandosi verso Luciano senza rispondere a suo marito:

— Leggetemi dunque qualche cosa, sig. Debray.

Debray che per questa visita si era sulle prime alquanto inquietato, si rimise alla calma della baronessa, e stese la mano verso il libro indicato, in mezzo al quale stava un coltello di tartaruca incrostato d’oro.

— Perdono, disse il banchiere, ma voi vi stancherete, baronessa, vegliando ad ora così tarda; sono le undici, ed il sig. Debray abita molto lontano di qui.

Debray rimase preso da stupore, non perchè il tuono di Danglars non fosse tranquillo e gentile, ma finalmente perchè a traverso di questa calma e di questa gentilezza si scorgeva una certa velleità di fare, contro il solito, tutt’altro che favorevole alla volontà di sua moglie.

La baronessa pure fu sorpresa, e manifestò la sua meraviglia con uno sguardo che senza dubbio avrebbe dato a pensare a suo marito, se questi non avesse avuto gli occhi su di un giornale, sopra cui cercava la chiusa della rendita.

Ne risultò quindi che questo sguardo tanto fiero fu gettato in pura perdita, e non fece il suo effetto.

— Signor Luciano, disse la baronessa, vi dichiaro che non ho la più piccola volontà di dormire, che ho mille cose da raccontarvi questa sera, e che voi passerete la notte ascoltandomi, doveste pur dormire in piedi.

— Sono ai vostri ordini, rispose flemmaticamente Luciano.