— È troppo, disse Dantès, voglio vederlo subito. — Ah! disse il carceriere, non vi lasciate infatuare così da un desiderio solo ed impossibile, o prima di quindici giorni diventerete pazzo.

— Ah! tu lo credi? disse Dantès.

— Sì pazzo, è sempre così che comincia la pazzia, noi qui ne abbiamo avuti e ne abbiam tuttora degli esempi. Lo scienziato che abitava questa camera prima di voi, dette volta al cervello per essersi fitto in mente di voler esser messo in libertà mediante un milione che incessantemente offriva al Governatore.

— E quanto tempo è che ha lasciato questa camera? — Due anni. — E fu messo in libertà? — No, fu messo in segrete. — Ascolta, disse Dantès, io non sono uno scienziato, nè sono un pazzo; forse lo diventerò; ma disgraziatamente in questo momento ho ragione; voglio farti una proposizione. — E quale? — Io non ti offrirò un milione perchè non potrei dartelo; ma ti offrirò cento scudi, se tu vuoi la prima volta che andrai a Marsiglia, giungere fino ai Catalani e portare una lettera ad una giovinetta che si chiama Mercedès, ma neanche una lettera, appena due righe.

— Se io portassi due righe, e fossi scoperto, perderei il mio posto che è di mille lire l’anno senza contare gl’incerti. Vedete dunque che sarei un grande imbecille se volessi arrischiare di perder mille lire per guadagnarne trecento.

— Ebbene, disse Dantès, ascolta e ritieni bene a mente quel che ti dico; se ricusi di avvertire il Governatore, che io desidero parlargli, se ricusi di portare due righe a Mercedès o di prevenirla almeno che io sono qui, un giorno o l’altro, io ti aspetto nascosto dietro la porta, e nel momento che entri ti spacco la testa collo sgabello.

— Delle minacce! gridò il carceriere, facendo un passo addietro e mettendosi sulla difesa. Infallibilmente la testa vi gira, lo scienziato ha cominciato come voi, e fra tre giorni sarete pazzo come lui. Fortunatamente che nel castello d’If vi sono delle segrete. — Dantès prese lo sgabello, e se lo fece velocemente girare intorno alla testa.

— Sta bene, sta bene, disse il carceriere, dappoichè voi lo volete assolutamente, andrò ad avvertire il Governatore.

— Alla buon’ora! disse Dantès, posando lo sgabello e sedendovi sopra, colla testa bassa e gli occhi stravolti, come se veramente diventasse pazzo. — Il carceriere uscì e dopo pochi minuti rientrò con quattro soldati ed un caporale. — Per ordine del Governatore, diss’egli, fate discendere il prigioniero nel piano sottoposto.

— Nelle segrete adunque? disse il caporale.