— Oh! state tranquilla; se parlo enigmaticamente, non conto di lasciarvi lunga pezza cercare il significato delle mie parole, riprese Danglars, le persone che rovinano la mia cassa sono quelle che vi cavano 700 mila lire in un’ora.
— Non vi capisco, disse la baronessa cercando di nascondere la forte emozione della voce, ed il rossore del viso.
— Voi al contrario mi capite benissimo, disse Danglars: ma se continua la vostra cattiva volontà, vi dirò che ho perduto 700 mila fr. sul prestito spagnuolo.
— Ah! disse la baronessa beffeggiandolo, son fors’io garante di questa perdita? — E perchè no?
— È colpa mia se avete perduto settecento mila fr.?
— In ogni modo non fu mia.
— Una volta per sempre, signore, riprese aspramente la baronessa, vi ho detto di non parlarmi mai di cassa; questo è un linguaggio che non ho imparato nè presso i miei parenti nè nella casa del mio primo marito.
— Lo credo bene, disse Danglars, non avevano un soldo nè l’uno nè l’altro.
— Ragion di più perchè non abbia potuto imparare da essi il gergo della banca, che mi strazia qui le orecchie dalla mattina alla sera; questo rumore di scudi che si contano e ricontano m’è odioso; e non so che vi sia suono più disgustoso di quello, se si eccettui la vostra voce.
— In verità, disse Danglars, mi riesce strano! credeva che voi pigliaste interessamento alle mie operazioni!