— Io! e chi ha potuto farvi credere simile sciocchezza?

— Voi stessa. — Ah! è curioso! — Senza dubbio.

— Vorrei bene che mi faceste conoscere in quale occasione.

— Oh! mio Dio! è cosa facile. Nel mese di febbraio ora scorso mi avete parlato per la prima dei fondi d’Haïti; avete sognato che un bastimento entrava nel porto d’Havre, portando la notizia che un pagamento che si credeva aggiornato alle calende greche, si sarebbe effettuato: conosco la lucidità del vostro senno; feci dunque sotto mano comprare tutte le polizze che ho potuto ritrovare sul debito di Haïti, ed ho guadagnato 400 mila fr. di cui ve ne sono stati regolarmente rimessi cento. Voi ne avete fatto ciò che avete voluto, e questo non mi riguarda. Nel mese di Marzo si parlava della concessione di una strada ferrata. Si presentavano tre società offrendo eguali guarentigie. Voi mi diceste che il vostro istinto (e quantunque vi crediate estranea alle speculazioni, credo invece il vostro istinto molto sviluppato in certe materie) vi faceva credere che il privilegio sarebbe stato accordato alla società del mezzogiorno. Io mi sono fatto iscrivere nel medesimo punto per i due terzi delle azioni di questa società. Il privilegio le fu in realtà accordato; come lo aveva preveduto, le azioni hanno triplicato il loro valore, ed io ho incassato un milione, sul quale vi sono stati retribuiti 250 mila fr. a titolo di spillatico. Come avete impiegati questi 250 mila fr.? ciò non mi riguarda affatto.

— E a che volete venirne, signore? gridò la baronessa fremendo di dispetto, e d’impazienza.

— Pazienza, signora, vi giungerò. — È una fortuna!

— In aprile foste a pranzo dal ministro, si parlò della Spagna, voi ascoltaste una segreta conversazione; si trattava dell’espulsione di don Carlo; io comprai dei fondi spagnuoli. L’espulsione si effettuò, ed il giorno in cui Carlo V ripassò la Bidassoa, io guadagnai 600 mila fr., e vi furono pagati mille scudi; essi erano vostri, e ne avete disposto a seconda della vostra fantasia, ed io non ve ne domando conto; ma non è men vero che voi avete ricevuto in quest’anno 500 mila lire.

— Ebbene! in seguito? signore. — Ah! sì; in seguito! precisamente dopo tutto questo la cosa s’è guastata.

— Voi avete certi modi di parlare... in verità...

— Essi mi richiamano le mie idee, e ciò è quanto mi abbisogna... In seguito, fu tre giorni sono questo in seguito. Tre giorni sono adunque, avete parlato di politica al sig. Debray, ed avete creduto di vedere nelle sue parole che don Carlo era rientrato in Ispagna; allora io vendo le mie polizze, la notizia si spande, sorge un timor panico, non vendo più, regalo: la dimane si riconosce che la notizia era falsa, e sopra questa falsa notizia ho perduto 700 mila fr.