— Ma bisogna informarsi di questa donna... scoprirla.

— E di che credete che mi sia occupato, signora? ho simulata una istruzione giudiziaria, ed ho messo in cerca, ed in azione, quanto la polizia possiede di fine lime, e di destri messi. Le sue tracce furono ritrovate a Châlons; ma a Châlons si sono perdute.

— Perdute? — Sì, perdute; perdute per sempre.

La sig.ª Danglars aveva ascoltato questo racconto con un sospiro, una lagrima, un grido per ciascuna particolarità.

— E qui sta il tutto? e vi siete limitato a ciò?

— Oh no, disse Villefort, non ho mai cessato di cercare, di continuare ad informarmi, però dopo due o tre anni mi era alquanto rallentato. Oggi però ritornerò a cominciare con maggior accanimento che mai, e vi riuscirò perchè non è più la coscienza che mi vi spinge, ma bensì la paura.

— Ma, il conte di Monte-Cristo non sa niente; senza di che, mi sembra, non ci cercherebbe come fa.

— Oh! la cattiveria degli uomini è grandemente profonda, disse Villefort, poichè è più profonda della bontà di Dio. Avete osservati gli occhi di quest’uomo mentre ci parlava? l’avete qualche volta esaminato profondamente?

— Senza dubbio egli è bizzarro; ma ecco tutto; una cosa soltanto mi ha colpito, ed è che di tutto quello squisito pranzo che ci ha dato, nulla ha toccato.

— Sì, sì! disse Villefort, io pure l’ho notato. Se avessi saputo ciò che so ora, non avrei toccato niente; avrei creduto che avesse voluto avvelenarci.