Morrel che aveva già fatto nuovamente qualche passo per allontanarsi, era ritornato di nuovo, pallido di gioia, col cuore commosso, tenendo a traverso il cancello, nelle sue mani quelle di Valentina.

— Valentina, diss’egli, amica cara, non è così che bisogna parlarmi, altrimenti bisogna lasciarmi morire. Perchè dovrò ottenervi dalla violenza, se mi amate come vi amo? mi sforzate a vivere per umanità? ecco tutto, in questo caso, amo piuttosto morire.

— Infatto, mormorò Valentina, chi è che mi ama in questo mondo? lui. Chi mi ha consolato in tutti i miei dolori? lui. Su chi riposano le mie speranze? su chi si ferma la mia vista sconvolta? su chi riposa il mio cuore stillante sangue? su lui, lui, sempre lui. Ebbene tu hai ragione a tua volta; Massimiliano, ti seguirò; abbandonerò la casa paterna, tutto! oh! ingrata che sono, gridò Valentina singhiozzando, tutto, anche il mio buon nonno che dimenticava!

— No, disse Massimiliano, non lo lascerai. Non mi dicesti che il sig. Noirtier sembrò provare qualche simpatia per me? ebbene! prima di fuggire gli dirai tutto, ti farai un’egida davanti a Dio del suo consenso; poi subito dopo maritati egli verrà con noi, ed invece di uno avrà due nipoti. Tu mi hai detto come ti parla, e come tu gli rispondi; imparerò ben presto questa lingua commovente di segni; va Valentina. Oh! te lo giuro, invece della disperazione che ci aspetta, ti prometto la felicità.

— Oh! guarda, Massimiliano, guarda qual è la tua possanza su di me, tu mi fai quasi credere quanto mi dici, e pure ciò che mi dici è insensato; perchè mio padre mi maledirà; perchè lo conosco, egli ha il cuore insensibile, non mi perdonerà mai. Pure, ascoltami, Massimiliano, se per artefizio, per preghiera, per accidente, che so io, se finalmente con qualche mezzo qualunque posso ritardare il matrimonio, mi aspetterai, n’è vero?

— Sì, lo giuro come mi giurate che questo spaventoso matrimonio non si farà mai, e che quand’anche vi trascinassero davanti al magistrato, o davanti al prete, direte sempre di no.

— Te lo giuro, Massimiliano, per tutto ciò che v’è di più sacro al mondo, per mia madre.

— Allora aspettiamo, disse Morrel.

— Sì, aspettiamo, riprese Valentina che respirava a questa parola, vi sono tante combinazioni che possono salvare due infelici come noi.

— Mi fido a voi, Valentina, disse Morrel, tuttocciò che farete sarà ben fatto; soltanto se non si ascoltano le vostre preghiere, se vostro padre, se la sig.ª di Saint-Méran, esigono che il sig. d’Épinay sia chiamato domani a firmare il contratto....