— State attenta, disse sotto voce Villefort a Valentina che non poteva celare la sua gioia, che se il sig. Noirtier vi comunica cose che potessero impedire il vostro matrimonio, io vi proibisco di capirle.

Valentina arrossì, ma non rispose.

Villefort si avvicinò a Noirtier.

— Ecco il signor Franz d’Épinay, gli disse; voi lo avete fatto chiamare, signore, egli si è arreso ai vostri desiderii. Senza dubbio noi desideravamo questa visita da lungo tempo, e sarei contento se questa vi provasse quando poco è fondata la vostra opposizione ad un tal matrimonio.

Noirtier non rispose che con uno sguardo che fece correre un brivido per le vene di Villefort.

Egli fece coll’occhio segno a Valentina di accostarsi.

In un momento, mercè i mezzi di cui era abituata a servirsi nelle conversazioni con suo nonno, ella trovò la parola chiave.

Allora ella consultò lo sguardo del paralitico, che si fissò al tiratore di un piccolo mobile posto fra le due finestre.

Ella aprì il tiratore e ritrovò effettivamente una chiave.

Quando ella ebbe questa chiave, e che il vecchio le fece segno che era veramente quella che domandava, gli occhi del paralitico si diressero verso un secrétaire dimenticato da molti anni, e che si credeva non racchiudesse che delle cartacce inutili.