Valentina e Villefort rimasero muti. Il solo occhio del vecchio disse chiaramente: — Continuate.

— Ma fu nel sortire da questo club, continuò Franz, che mio padre disparve.

Lo sguardo di Noirtier continuò a dire: — Leggete.

Egli riprese.

«I sottoscritti Luigi Giacomo Beaurepaire luogo-tenente-colonnello d’artiglieria; Stefano Duchampy generale di brigata, e Claudio Lecharpal, direttore delle acque e foreste.

«Dichiarano che il 4 Febbraio 1815 giunse una lettera dall’Isola d’Elba, che raccomandava alla benevolenza ed alla confidenza dei membri del club bonapartista il generale Flaviano de Quesnel, che, avendo servito l’imperatore dal 1804 al 1814, doveva essere tutto dedicato alla dinastia napoleonica, ad onta del titolo di barone che Luigi XVIII aveva aggiunto alla sua terra d’Épinay.

«In conseguenza fu indirizzato un biglietto al generale Quesnel, in cui lo si pregava di assistere alla seduta dell’indomani 5. Il biglietto non indicava nè la strada, nè il numero della casa in cui si teneva la riunione; esso non portava alcuna sottoscrizione, ma annunziava al generale che, s’egli voleva tenersi in ordine, si sarebbe andato a prenderlo alle 9 di sera.

«La seduta aveva luogo dalle nove della sera a mezza notte.

«A nove ore il presidente del club si presentò dal generale; il generale era pronto; il presidente gli disse che una delle condizioni alla sua introduzione era, ch’egli ignorerebbe eternamente il luogo della riunione, e che si lascerebbe bendare gli occhi, giurando di non cercare di alzare la benda.

«Il generale Quesnel accettò la condizione, e promise sul suo onore che non avrebbe tentato di vedere il luogo ove si conduceva.