Il dito del giovane strisciò sulle parole, ma a tutte le parole Noirtier rispondeva con un segno negativo.
Valentina nascondeva la sua testa fra le sue mani.
Finalmente Franz giunse alla parola IO.
— Sì! fece il vecchio.
— Voi! gridò Franz, i di cui capelli si drizzarono sulla sua testa; voi, sig. Noirtier, siete voi che avete ucciso mio padre?
— Sì, rispose Noirtier fissando sul giovine uno sguardo maestoso.
Franz cadde sopra un seggio. Villefort aprì la porta e fuggì, perchè gli balenava al pensiero l’idea di soffocare quell’avanzo di esistenza, che ancora restava nel cuore del terribile vecchio.
LXXV. — I PROGRESSI DEL SIG. CAVALCANTI FIGLIO.
Frattanto il sig. Cavalcanti padre era partito per andare a riprendere il suo servizio, non già nell’armata di Sua Maestà l’imperatore d’Austria, ma alla rotina dei bagni di Lucca di cui egli era uno dei più assidui cortigiani.
Non fa d’uopo il dire che egli aveva ritirato colla più scrupolosa esattezza fino all’ultimo paolo della somma che gli era stata destinata pel suo viaggio, e per la ricompensa delle maniere maestose e solenni colle quali aveva rappresentata la parte di padre.