Monte-Cristo fe’ un cenno.

— Non me ne ricordo, rispose Haydée.

«Il romore raddoppiava; rumoreggiavano passi più vicini; si discendeva la scala del sotterraneo. Selim preparò la sua lancia. Ben presto comparve un’ombra nell’incerto crepuscolo che formavano i raggi del giorno penetrati fino nell’entrata del sotterraneo.

«— Chi sei tu? gridò Selim. Ma chiunque tu sia, non fare un passo di più.

«— Gloria al sultano! disse l’ombra. È fatta piena grazia al visir Alì; e non solo ha salva la vita, ma gli vengon resi i suoi beni e la sua fortuna.

«Mia madre mandò un grido di gioia e mi strinse al suo cuore.

«— Fermati, le disse Selim, vedendo ch’ella si slanciava di già per uscire. Tu sai che mi abbisogna l’anello.

«— È giusto, disse mia madre. E cadde in ginocchio sollevandomi verso il cielo, come se mentre pregava Dio per me volesse ancor sollevarmi verso lui.»

Haydée si fermò, vinta da tale emozione che il sudore le colava dalla pallida fronte, e che la voce soffocata sembrava non poter sorpassare l’arida sua gola.

Monte-Cristo versò un po’ d’acqua gelata in un bicchiere, e lo presentò a lei dicendo con una dolcezza da cui trapelava un’ombra di comando: — Coraggio, figlia mia.