— Probabilmente.
— E in questo codicillo? — Egli mi riconosce.
— Oh! il buon uomo che è tuo padre! disse Caderousse facendo volare per l’aria una salvietta, che riprendeva dipoi con ambe le mani.
— Ecco! di’ ora che ho dei segreti per te.
— No, e la tua confidenza ti onora ai miei occhi. E il tuo principe padre è dunque ricco, ricchissimo?
— Lo credo bene. Egli non conosce a che cosa ammonti la sua fortuna — È egli possibile?
— Diamine! lo vedo bene, io che sono ricevuto ad ogni ora. L’altro giorno vi era un giovine di banca che gli portava 50 mila franchi in un portafoglio grosso come un piatto; ieri il suo banchiere che portava cento mila fr. in oro.
Caderousse era stupefatto; gli sembrava che le parole del giovine avessero il suono di metallo, e che egli sentisse precipitare delle cascate di luigi: — E tu vai in quella casa? gridò egli con ingenuità.
— Quando io voglio. — Caderousse rimase pensieroso un momento. Era facile vedere che egli ruminava nel suo spirito qualche pensiero. Poi d’improvviso:
— Quanto amerei vedere tutto ciò, gridò egli, e come tutto ciò deve esser bello!