— Vediamo il pian terreno, disse Caderousse.

— Al pian terreno, sala da pranzo, due salotti, sala del bigliardo, scala nel vestibolo, e piccola scala segreta.

— Le finestre? — Finestre magnifiche, sì belle, e larghe che in fede mia, credo che un uomo della mia persona passerebbe per il vano di uno di quei cristalli.

— E perchè diavolo si fa uso delle scale quando si han simili finestre? — Che vuoi tu? il lusso. — Ma vi sono persiane? — Sì, persiane, ma di cui non si servono mai. È un originale Monte-Cristo che ama vedere il cielo anche durante la notte. — Ed i domestici dove dormono?

— Oh! essi hanno la loro casa particolare. Figuratevi un buon padiglione entrando a dritta, dove si custodiscono le scale; ebbene! sopra questo padiglione vi è una quantità di camere per i domestici con campanelli corrispondenti alle camere. — Oh diavolo, dei campanelli! — Che dici?...

— Io, niente. Dico che costerà caro a situare i campanelli; ed a che servono? te lo domando? — In altri tempi vi era un cane che passeggiava la notte nel cortile, ma lo hanno condotto alla casa d’Auteuil, tu sai a quella in cui sei venuto? — Sì. — Io glielo diceva anche ieri: «È una cosa imprudente per parte vostra, sig. conte; perchè quando andate ad Auteuil, e conducete i vostri domestici, la casa resta sola.» — «Ebbene? domandò; e dopo?» — «Ebbene! un qualche bel giorno vi ruberanno.»

— E che cosa ha egli risposto? — Ha risposto: «ebbene! che danno mi porta se qualcuno mi ruba?»

— Andrea, egli avrà un qualche scrigno a macchina.

— Ed in che modo? — Sì, che prende il ladro per una briglia, e che lo giuoca in aria. Mi è stato detto che all’ultima esposizione ve ne erano di questo genere.

— Egli non ha che un semplice scrigno di acacia, al quale ho sempre veduta attaccata la chiave. — E non gli rubano mai?