— Ebbene? domandò Caderousse fremendo. — Ebbene! crederò allora che Dio ti ha perdonato, e ti perdonerò io pure.

— Quanto è vero che sono cristiano, balbettò rinculando Caderousse, voi mi fate morire di paura!

— Andiamo, vattene! disse il conte mostrando col dito la finestra a Caderousse. — Questi, ancora mal rassicurato da tale promessa, cavalcò la finestra, e mise il piede sulla scala.

Là si fermò tremando. — Ora discendi, disse l’abate incrociando le braccia sul petto.

Caderousse cominciò a capire che non aveva niente da temere da questo lato, e discese.

Allora il conte si avvicinò colla candela, di modo che un altro uomo potè distinguere dai Campi-Elisi un uomo che discendeva da una finestra illuminata.

— Che fate dunque sig. abate, disse Caderousse; se passasse una pattuglia... — E soffiò sulla candela. Indi continuò a discendere; ma non fu che allorquando sentì il suolo del giardino sotto i suoi piedi, che si credè sufficientemente sicuro.

Monte-Cristo rientrò nella sua camera da dormire, e gettando un rapido colpo d’occhio dal giardino alla strada, vide da prima Caderousse che, dopo essere disceso, faceva un giro nel giardino, poscia piantare la scala all’estremità del muro, affine di uscire da un altro posto diverso da quello pel quale era entrato. Indi passando dal giardino alla strada, vide l’uomo, che sembrava aspettare, correre parallelamente nella strada, e situarsi dietro l’angolo stesso, vicino al quale Caderousse stava per discendere.

Caderousse salì lentamente sulla scala, e giunto agli ultimi gradini, passò la testa per disopra la cresta del muro per assicurarsi che la strada era del tutto solitaria. Non si vedeva nessuno, non si sentiva alcun rumore. Suonò un’ora all’orologio degl’Invalidi. Allora Caderousse si mise a cavallo sulla cresta della muraglia, e tirando a sè la scala, la passò per disopra al muro, indi si mise a discendere, o piuttosto si lasciò strisciare lungo i due montanti, manovra che operò con tale sveltezza, che provava l’abitudine che aveva in questo esercizio. Ma lanciato una volta sul pendio, non potè fermarsi. Invano vide un uomo scagliarsi fra l’ombre, al momento in cui era a mezza strada; invano vide un braccio alzarsi, al momento che toccava la terra; prima che avesse potuto mettersi in difesa, questo braccio lo colpì tanto furiosamente nel dorso, che abbandonò la scala, gridando.

— Soccorso! — Un secondo colpo gli giunse quasi subito nel fianco, ed egli cadde gridando: — All’uccisore! — Finalmente, siccome si rotolava per terra, l’avversario lo prese per i capelli, e gli portò un terzo colpo nel petto. Questa volta Caderousse volle gridare ancora, ma non potè mandare che un gemito, e fremendo lasciò scorrere i tre rivi di sangue che uscivano dalle sue tre ferite. L’assassino, vedendo ch’egli non gridava più gli sollevò la testa per i capelli; Caderousse aveva gli occhi chiusi e la bocca contorta. L’assassino lo credè morto, lasciò ricadere la testa, e disparve. Allora Caderousse sentendolo allontanarsi, si raddrizzò sul gomito; ed in un supremo sforzo, gridò con voce morente: