— Oh! siete per ridivenir pazzo?

Dantès non rispose, perchè temè che l’emozione della voce lo tradisse. Il carceriere si ritirò scuotendo la testa. Giunta la notte, Dantès credè che il suo vicino profitterebbe del silenzio e della oscurità per riannodare la conversazione con lui, ma s’ingannò. La notte passò senza che alcun rumore rispondesse alla sua febbrile aspettativa. Ma la dimane dopo la visita del mattino, e mentre aveva allontanato il letto dal muro intese battere tre colpi distinti da intervalli uguali; egli si precipitò in ginocchio.

— Siete voi? disse, eccomi.

— Il carceriere se nè andato? domandò la voce.

— Sì, rispose Dantès, non ritornerà che questa sera... abbiam dunque dodici ore di libertà!

— Posso operare? disse la voce.

— Sì! senza indugio, sul momento ve ne supplico!

Tosto la porzione di terra sulla quale Dantès, per metà addentrato nell’apertura appoggiava le mani, sembrò cadergli sotto: egli si gettò in addietro nel mentre che un ammasso di terra e di rottami precipitò in un foro che veniva ad aprirsi al di sotto dello scavo da lui fatto. Allora dal fondo di questo foro oscuro, e di cui non poteva misurare la profondità, vide comparire una testa, poi due spalle e finalmente un uomo tutto intero che con molta agilità uscì dallo scavamento fatto.

XVI. — LO SCIENZIATO.

Dantès ricevè fra le braccia il nuovo amico aspettato da sì lungo tempo e con tanta impazienza, e lo attirò verso la finestra, affinchè quel poco di giorno che penetrava nel carcere potesse illuminarlo per intero. Questi era un personaggio basso della persona, coi capelli incanutiti piuttosto dai pensieri che dall’età, coll’occhio penetrante, nascosto sotto folte sopracciglia grige, colla barba ancor nera che gli scendeva fino a metà del petto: la magrezza del viso solcato da profonde rughe, le forti linee della sua caratteristica fisonomia, svelavano un uomo più atto ad esercitare le facoltà morali, che le forze fisiche. La fronte del sopraggiunto era coperta di sudore. Quanto alle vesti era impossibile distinguerne la forma primitiva, poichè cadevano in cenci: sembrava avere 65 anni almeno, quantunque una certa vigoria nei suoi movimenti annunciasse aver egli una età minore di quello che faceva vedere la lunga prigionia. Accolse con molto piacere le proteste entusiaste del giovine. La sua anima di ghiaccio sembrò un momento riscaldarsi e dilatarsi al contatto di quest’anima ardente. Egli lo ringraziò della sua cordialità con un certo calore, quantunque fosse stato grande il disinganno di ritrovare un’altra segreta là dove credeva trovar la libertà. — Prima di tutto, diss’egli, vediamo se c’è mezzo di far disparire agli occhi dei carcerieri le tracce del mio passaggio. Tutta la nostra tranquillità futura dipende dalla loro ignoranza di ciò che noi abbiamo fatto. — Allora egli s’inchinò verso l’apertura, sollevò facilmente la pietra ad onta del peso, e la mise al foro. — Questa pietra è stata spostata con molta negligenza, diss’egli, scuotendo la testa; voi dunque non avete utensili?