— Ne siete sicuro? domandò Alberto.

— Perfettamente sicuro! il signore ha ordinato i cavalli per le otto precise.

— Benissimo! replicò Alberto, ecco quanto voleva sapere. — Indi volgendosi a Beauchamp: — Se avete qualche cosa da fare, Beauchamp, fatelo presto; se avete ritrovi per questa sera, aggiornateli a domani. Capirete che io conto su voi per andare all’Opera. Se potete, conducete con voi Château-Renaud.

Beauchamp approfittò del permesso, e lasciò Alberto, dopo avergli promesso d’andarlo a prendere alle otto meno un quarto.

Rientrato in casa, Alberto avvisò con un biglietto Franz, Debray, e Morrel, del desiderio che aveva di vederli in quella sera all’Opera. Indi andò a visitare sua madre, che dopo l’avvenimento del giorno innanzi aveva fatto dire non essere visibile, e stava ritirata nella sua camera. Egli la ritrovò in letto, oppressa dal dolore di quella pubblica umiliazione. La visita d’Alberto produsse quell’effetto che è da immaginarsi; ella strinse la mano al figlio, ed irruppe in singhiozzi. Però queste lagrime la sollevarono. Alberto rimase un momento in piedi e muto vicino al letto di sua madre. Si scorgeva dal suo pallido viso, e dal sopracciglio aggrottato, che il desiderio di vendetta andava sempre più radicandosi nel suo cuore. — Madre mia, proruppe Alberto, conoscete voi nessun nemico del sig. Morcerf?

Mercedès fremette; ella aveva osservato che il giovine non aveva detto di mio padre. — Amico mio, diss’ella, gli uomini nella posizione del conte hanno molti nemici ch’essi non conoscono. D’altra parte i nemici che si conoscono, sapete, non sono i più pericolosi.

— Sì, lo so; ed è per questo che mi rivolgo a tutta la vostra perspicacia. Madre mia, siete una donna superiore alle altre, e cui niente sfugge!

— Perchè mi dite questo?

— Perchè avete notato, per esempio, che la sera che abbiamo dato il ballo, il sig. di Monte-Cristo non ha voluto prender niente in casa nostra.

Mercedès alzandosi tutta tremante sul suo braccio, ardente per la febbre: — Il sig. di Monte-Cristo! gridò ella, e qual rapporto avrebb’egli colla domanda che mi fate?