— Ma pure se avessi torto...
— Ascoltate, vi ho guardato ieri durante tutta la scena di sfida, ho pensato alla vostra fermezza tutta questa notte, e ho detto che la giustizia doveva essere dalla parte vostra o che non si doveva fare più alcun calcolo sul viso degli uomini.
— Però, Morrel, Alberto è vostro amico?
— Una semplice conoscenza, conte.
— Voi lo avete veduto per la prima volta lo stesso giorno che vedeste me?
— Sì, è vero; ma che volete? bisogna che voi me lo ricordiate, perchè io me ne sovvenga.
— Grazie, Morrel, indi battendo un colpo sul campanello: — Prendi, disse egli ad Alì che comparve subito, fa portare questo al mio notaro; è il mio testamento, Morrel. Quando sarò morto andrete a prenderne conoscenza.
— Come! gridò Morrel, voi morto?
— E non bisogna sempre preveder tutto, amico caro? Ma che cosa avete fatto ieri sera dopo avermi lasciato?
— Sono stato al caffè Tortoni, ove, come me lo aspettava, vi ho ritrovato Beauchamp e Château-Renaud; vi confesso che li cercava.