— Quel che è accaduto.

— Sì, rispose il conte con un sorriso, voi avete usato del termine conveniente, Morrel, è miracoloso!

— Perchè, riprese Morrel, Alberto è coraggioso.

— Coraggiosissimo, disse Monte-Cristo; l’ho veduto dormire mentre gli stava sospeso sul capo il pugnale.

— Ed io so ch’egli si è battuto due volte, e si è battuto molto bene, disse Morrel; conciliate dunque ciò colla sua condotta di questa mattina!

— È stata la vostra influenza, riprese sorridendo Monte-Cristo. — È fortuna per Alberto che non sia soldato.

— E perchè? — Fare delle scuse sul terreno! fece il giovine Capitano scuotendo la testa.

— Andiamo, disse il conte con dolcezza, non andate a cadere nei pregiudizi degli uomini ordinari, Morrel. Non converrete, poichè Alberto è coraggioso, che egli non può esser vile? che bisogna ch’egli abbia avuto una forte ragione per operare come ha fatto questa mattina, e che, non pertanto, la sua condotta è piuttosto eroica che tutt’altro?

— Senza dubbio, rispose Morrel; ma dirò come lo spagnuolo: «oggi è stato meno coraggioso di ieri.»

— Voi farete colazione meco, n’è vero Morrel? disse il conte per troncare la conversazione.