— Oh! disse Morrel, in verità non so se mi è permesso di rivelare un tal segreto ad orecchie umane; ma la fatalità mi vi spinge, la necessità mi vi costringe; conte...
Morrel si fermò esitando.
— Credete voi che io vi ami? disse Monte-Cristo prendendo affettuosamente la mano del giovine fra le sue.
— Oh! voi m’incoraggiate! e poichè qualche cosa mi dice qui (Morrel pose la mano sul suo cuore) che io non debbo aver segreti per voi...
— Avete ragione, è Dio che parla al vostro cuore, ed il cuore parla a voi. Riditemi ciò che vi dice il cuore.
— Conte, volete permettermi di inviare Battistino a domandare per parte vostra le notizie di una persona che conoscete?
— Io mi sono messo a vostra disposizione, a più forte ragione vi metto i miei domestici.
— Ah! è che io non vivrò fino a tanto che non avrò la certezza che ella sta meglio.
— Volete che io suoni per Battistino?
— No, vado a parlargli io stesso. — Morrel uscì, chiamò Battistino, e gli disse alcune parole a bassa voce. Il cameriere partì correndo.