— No! rispose egli con un’aria di trionfo che avrebbe potuto divergere tutte le congetture del più abile indovino.
— Allora sperate? disse d’Avrigny con sorpresa. — Sì.
— Che cosa sperate? — Il vecchio fece comprendere cogli occhi che non poteva rispondere: — Ah! sì, è vero, mormorò d’Avrigny. Indi ritornando a Noirtier.
— Sperate che l’assassino si stancherà? — No.
— Allora sperate che il veleno non farà il suo effetto sopra Valentina? — Sì.
— Poichè io non vi manifesto niente di nuovo, non è vero, aggiunse d’Avrigny, col dirvi che si è tentato di avvelenarla. — Il vecchio fece segno con gli occhi che egli non aveva alcun dubbio su questo argomento.
— Allora, come sperate voi che Valentina si salverà?
Noirtier tenne gli sguardi fissi sempre sulla stessa direzione; d’Avrigny la seguì, e vide che si dirigeva sopra una bottiglia contenente la pozione che gli veniva data tutte le mattine.
— Ah! ah! disse d’Avrigny colpito da una subitanea idea, avreste avuto il pensiero... — Noirtier non lo lasciò terminare.
— Sì, fece egli. — Di premunirla contro il veleno... — Sì.