Il notaro prese solennemente la penna fra due dita, l’alzò al di sopra della testa e disse: — Signori, si passa a sottoscrivere il contratto. — Il barone doveva firmare pel primo; indi il rappresentante dei poteri del sig. Cavalcanti padre, poi la baronessa, in seguito i futuri coniugi, come si dice in questo abominevole stile che ha il suo corso sulla carta bollata. Il barone prese la penna e sottoscrisse, poi il rappresentante del padre. La baronessa si avvicinò tenendo sotto il braccio la signora de Villefort. — Amica mia, disse ella, prendendo la penna, non è una cosa disperante? un inatteso incidente, giunto in questo affare dell’assassinio e del rubamento, di cui il sig. conte di Monte-Cristo per poco non è rimasto vittima, ci priva del piacere di avere il sig. de Villefort.
— Oh! mio Dio! fece Danglars collo stesso tuono con cui avrebbe detto: «Ciò mi è del tutto indifferente.»
— Mio Dio! disse Monte-Cristo nell’avvicinarsi, credo di esser io la causa involontaria di questa assenza.
— Come! voi conte? disse la sig.ª Danglars sottoscrivendo. Se fosse così, guardatevi, non vel perdonerò mai.
Andrea tendeva le orecchie. — Non è certamente per colpa mia, disse il conte; così desidero di constatarlo.
Si ascoltò avidamente: Monte-Cristo, che tanto raramente schiudeva le labbra, stava per parlare.
— Voi vi ricorderete, disse il conte in mezzo al più profondo silenzio, che fu in mia casa che morì quel disgraziato che era venuto per rubarmi, e che uscendo di mia casa fu ucciso, a quanto si crede, dal suo complice?
— Sì, disse Danglars.
— Ebbene! per arrecargli soccorso fu spogliato, e i suoi abiti furono gettati in un angolo da dove la giustizia li raccolse; ma la giustizia, prendendo l’abito ed i calzoni per depositarli al tribunale, aveva dimenticato il gilè.
Andrea impallidì visibilmente e si ritirò dolcemente dalla parte della porta; vedeva comparire una nube sull’orizzonte, e questa gli sembrava racchiudere nei suoi fianchi una tempesta. — Ebbene, oggi si è ritrovato questo disgraziato gilè, tutto ricoperto di sangue e perforato nella direzione del cuore. — Le dame mandarono un grido, e due o tre di loro si prepararono a svenire. — Mi fu portato. Nessuno poteva indovinare di dove veniva questo cencio; io solo pensai che era probabilmente il gilè della vittima, il mio cameriere però frugando con ribrezzo e cautela questa funebre reliquia, ha sentito una carta nella saccoccia, e l’ha cavata: questo era un biglietto diretto a chi? a voi, barone.