Gli occhi di Noirtier fiammeggiarono, d’Avrigny aprì la bocca per parlare. Morrel stese la mano raccomandando il silenzio: — Ed io vi dico che qui si uccide! gridò Morrel abbassando la voce, ma senza perder nulla della sua terribile vibrazione: vi dico che questa è la quarta vittima, che si colpisce in quattro mesi! vi dico che si era già provato una volta, quattro giorni sono, di avvelenare Valentina, e che questo delitto era andato a vuoto, mercè le cautele che avea prese il sig. Noirtier! vi dico che fu raddoppiata la dose o cambiata la natura del veleno, e questa volta è riuscito! vi dico che voi sapete tutto ciò tanto ben quanto me, poichè il signore, che è qui presente, ve ne ha avvisato e come medico, e come amico.

— Oh! siete in delirio! disse Villefort, tentando invan di battersi entro il cerchio in cui era stato ristretto.

— Io sono in delirio! gridò Morrel: ebbene! me ne appello al sig. d’Avrigny stesso. Domandategli, signore, se si ricorda ancora delle parole che ha pronunziate nel vostro giardino, nel giardino di questo palazzo, la sera stessa della morte della sig.ª de Saint-Méran, allor quando entrambi, voi e lui, credevate esser soli; vi trattenevate su questa morte tragica nella quale quella fatalità di cui parlate, e Dio che accusavate ingiustamente, non potevano esser contati che per una sola cosa, vale a dire per aver creato l’assassino di Valentina! — Villefort e d’Avrigny si guardarono. — Sì, sì, ricordatevi, disse Morrel, perchè quelle parole, che credevate sciolte al silenzio ed alla solitudine, sono cadute nelle mie orecchie. Certamente da quella sera, vedendo la colpevole compiacenza del sig. de Villefort pei suoi, avrei dovuto scoprir tutto alle autorità; non sarei complice come lo sono in questo momento della tua morte Valentina! mia Valentina prediletta! ma il complice diventerà il vendicatore; questo quarto omicidio è in flagrante, è visibile agli occhi di tutti, e se tuo padre ti abbandona, Valentina, sta a me, te lo giuro, di perseguitare l’assassino.

E questa volta, come se la natura avesse avuto alfine pietà di questa vigorosa organizzazione, pronta ad infrangersi in virtù della propria forza, le parole gli si spensero nella gola, il petto scoppiò in singulti, le lagrime, tanto lungamente ribelli, scaturirono dai suoi occhi, si piegò su sè stesso, e ricadde in ginocchio e piangente vicino al letto di Valentina.

Allora toccò la sua volta a d’Avrigny:

— Ed io pure, disse con voce forte, io pure mi unisco al sig. Morrel per domandarvi giustizia del delitto; poichè il mio cuore si ribella all’idea che la mia vile compiacenza ha incoraggiato l’assassino!

— Oh! mio Dio! mio Dio! mormorò Villefort annientato. — Morrel rialzò la testa, e leggendo negli occhi del vecchio che lanciavano fiamme soprannaturali:

— Osservate, diss’egli, il sig. Noirtier vuol parlare.

— Sì, fece Noirtier con una espressione tanto più terribile, che tutte le facoltà di questo povero vecchio impotente eran concentrate nello sguardo.

— Conoscete l’assassino? disse Morrel.