— Oh! più cupo.
— Più cupo, mia buona Rosa, più cupo! oh! grazie. Cupo come l’ebano, cupo come....
— Cupo come l’inchiostro col quale vi ho scritto.
Cornelio gettò un grido di stolta gioia. Poi arrestandosi ad un tratto, disse a mani giunte:
— Oh! Rosa, non vi può essere angiolo da compararsi a voi.
— Veramente? disse Rosa sorridendo a tale esaltazione.
— O Rosa, voi avete fatto tanto; o Rosa, vi siete tanto adoperata per me; o Rosa, il mio tulipano va a fiorire, e fiorisce nero! Rosa, Rosa, Dio non ha creato sulla terra cosa più perfetta di voi.
— Dopo il tulipano però?
— Chetatevi, cattivella; chetatevi! Per pietà non turbate la mia gioia! Ma ditemi, Rosa, credete che tra due o tre giorni al più tardi il tulipano vada a fiorire?
— Dimani o posdomani, dicerto.