— No, non conosco il signor Boxtel, ma conosco il signor Giacobbe.

— Che volete voi dire?

— Voglio dire che a Loevestein, costui, che si fa chiamare Isacco Boxtel, chiamavasi signor Giacobbe.

— Che rispondete, signor Boxtel?

— Dico, mio Signore, che questa giovine mentisce.

— Voi negate di non essere mai stato a Loevestein?

Boxtel esitò; l’occhio fisso e imperiosamente scrutatore del principe impedivagli di mentire.

— Non posso negare di essere stato a Loevestein, mio Signore, ma niego di avere rubato il tulipano.

— Me l’avete rubato e di camera mia! esclamò Rosa indignata.

— Lo niego.