— Già, lo vedo e ne godo.
— Tu sai che non l’è egualmente quando la mattina salgo la scala?
— Ah! l’è vero; mi portate secondo il solito la più trista minestra del mondo, o la più misera pietanza che possa mai immaginarsi. Ma ciò non è mica per me una privazione; mangio pane, e il pane quanto più cattivo è pel tuo gusto, o Grifo, tanto è migliore pel mio.
— È migliore pel tuo?
— Sì.
— La ragione?
— È semplicissima.
— Sentiamola dunque.
— Volentieri; so che col darmi cattivo pane, tu credi farmi soffrire.
— Il fatto però sta, che io non te lo do per farti piacere, o brigante.