Finalmente per combattere i futuri invidiosi, di cui la Provvidenza non si sarebbe forse compiaciuta di sbarazzarnelo come aveva fatto del mynheer Isacco Boxtel, egli scrisse sulla sua porta questo detto, che Grozio aveva scolpito il giorno della sua evasione sul muro del suo carcere:

«Chi alcuna volta non ha molto sofferto non può mai avere il diritto di dire: Io sono troppo felice

Fine della seconda ed ultima Parte.


NOTE:

[1]. Luigi XIV; così chiamato per adulazione.

[ INDICE]

L’Editore ai suoi lettori [Pag. V]
Parte Prima
I. Un popolo riconoscente [1]
II. I due fratelli [13]
III. L’allievo di Giovanni de Witt [24]
IV. [35]
V. L’amatore dei Tulipani e il suo vicino [48]
VI. L’odio di un Tulipaniere [58]
VII. L’uomo felice fa conoscenza con l’infelicità [68]
VIII. La Camera di famiglia [81]
IX. La Camera di famiglia [90]
X. La figlia del Carceriere [96]
XI. Il Testamento di Cornelio Van Baerle [102]
XII. L’esecuzione [116]
XIII. Ciò che in quel tempo passava nell’animo di uno spettatore [121]
XIV. I piccioni di Dordrecht [126]
XV. Il Carceriere [132]
XVI. Maestro e Scolara [140]
Parte Seconda
I. Primo Tallo [151]
II. L’amante di Rosa [162]
III. Donna e Fiore [170]
IV. Ciò che era accaduto negli otto giorni [179]
V. Il secondo tallo [191]
VI. [200]
VII. L’Invidioso [208]
VIII. Come il Tulipano nero muti padrone [217]
IX. Il presidente Van Herysen [223]
X. Un membro della società orticola [231]
XI. Il terzo Tallo [242]
XII. La canzone dei fiori [251]
XIII. Come Van Baerle, prima di lasciare Loevestein, metta in pari i suoi conti con Grifo [261]
XIV. Quando Van Baerle cominci a dubitare a qual supplizio sia riserbato [270]
XV. Harlem [275]
XVI. Un’ultima preghiera [283]
XVII. Conclusione [289]

Nota del Trascrittore