— Oh! vedete, mio signore, strappano dalla carrozza il gran Pensionario, lo percuotono, lo sbranano.

— In verità, bisogna bene che quella gente sia forte indignata, replicò il giovane con la medesima impassibilità che aveva finallora conservata.

— Ed ecco Cornelio tirato fuori della carrozza già tutto pesto, già tutto stronco dalla tortura. Oh! guardate! guardate!

— Sì, è lui.

L’officiale mandò un grido doloroso, e volse lo sguardo.

Sull’ultimo gradino del montatoio, primachè avesse toccato terra, il ruward riceveva un colpo di una spranga di ferro, il quale aveali spaccato la testa. Rialzossi nonostante per poi ricadere.

Quindi alcuni uomini prendendolo pe’ piedi tiravanlo tra la folla, in mezzo a cui segnava una traccia sanguinosa, che veniva chiusa dalla moltitudine baccante di gioia feroce.

Il giovine divenne anco più pallido, cosa che si sarebbe creduto impossibile, e il suo occhio velossi un istante sotto la sua palpebra. L’officiale vide quel moto di pietà, il primo che il suo severo compagno si fosse lasciato sfuggire; e volendo profittare di quell’ammollimento dell’anima:

— Venite, venite, mio signore, diss’egli, altrimenti assassinano ancora il gran Pensionario.

Ma il giovine aveva già riaperto gli occhi: