Poi raccogliendo la cipolletta, che messe nel cavo della sua mano per esaminarla:

— Buono! disse, eccone già una intatta. Demonio di Craeke, veh! entrar così nel mio prosciugatoio. Vediamo l’altra.

E senza posarla, Van Baerle si avvicinò al cammino, e in ginocchioni con la punta del dito si mise a razzolare la cenere, che fortunatamente era diaccia. Dopo un momento sentì la seconda cipolletta.

— Buono, disse, eccola.

E osservandola con una attenzione quasi paterna:

— Intatta come la prima, soggiunse.

Nel medesimo istante che Cornelio ancora ginocchioni esaminava la seconda cipolletta, la porta del prosciugatoio fu scossa così violentemente e di tal maniera si aperse che Cornelio sentì montarsi al viso e alle orecchie la fiamma di quella trista consigliera che chiamasi collera.

— Che c’è da capo? domandò. Ohè! che si è pazzi qua dentro?

— Signore, signore, gridò un domestico precipitandosi nel prosciugatoio col viso più pallido e il fare più spaventato di quello che non l’avesse Craeke.

— Ebbene? chiese Cornelio presagendo una disgrazia a questa doppia infrazione di tutte le regole.