«Oh d’Artagnan! amico mio!
«È propriamente vergogna considerare le cose sotto questo aspetto. Il furfante ci manderà cento coste di ferro che ci pesteranno come tanto grano in questo mortajo di messer Cromvello. Animo, animo! si vada! se stiamo qui cinque minuti, per noi è finita!
«Sì, avete ragione, si vada! ripeterono Athos ed Aramis.
«E dove si andrà? domandò Porthos.
«All’albergo, a prendere le nostre robe e i nostri cavalli; e di là, se piace a Dio, in Francia, dove almeno io conosco l’architettura dei casamenti. Il battello ci aspetta; affeddiddio! è anche una gran sorte!»
E d’Artagnan, unendo l’esempio al precetto, rimise nel fodero il suo pezzo di spada, ripigliò il cappello, schiuse l’uscio di sulla scala, e scese velocemente seguito dai tre compagni.
Al portone i fuggiaschi ritrovarono i loro lacchè, e domandarono ad essi contezza di Mordaunt, ma eglino non avevano veduto a partirsi veruno.
LXXV. La filuca. Il Lampo.
D’Artagnan non si era ingannato: Mordaunt non aveva tempo da perdere, e non lo aveva perduto; conosceva la prontezza nel decidere e nell’agire de’ suoi nemici, e risolse di operare in conseguenza. Questa volta i moschettieri avevano trovato un avversario degno di loro.
Mordaunt, chiusasi bene la porta dietro, si cacciò nel sotterraneo, e riponendo nel fodero il brando inutile, e recandosi alla casa contigua, si ristette alquanto per tastarsi e riprender fiato.