«E anche a me.

«E poi, se quest’uomo c’inganna, seguitò il tenente, potremo sempre fargli saltar il cervello.

«E chi ci condurrà?

«Voi, Athos: sapete tante cose che non dubito saprete anche guidare un bastimento.

«Affè, replicò Athos sorridendo, benchè scherziate, avete dato nel segno: ero destinato da mio padre a servire nella marina, ed ho qualche nozione del pilotaggio.

«Oh vedete! esclamò d’Artagnan.

«Sicchè, mio caro, andate a cercare i nostri amici e tornate; sono le undici, non abbiam tempo di soprappiù».

D’Artagnan si avanzò verso due cavalieri, che colla pistola in pugno stavano in sentinella alle prime case della città, aspettando e sorvegliando; sulla parte opposta della strada, e ritiratisi a ridosso di una specie di tettoja, altri tre facevano la posta e parevano pure in aspettativa.

Le due sentinelle di mezzo erano Porthos ed Aramis. I tre della tettoja, Mousqueton, Blaisois e Grimaud: se non che quest’ultimo, a osservarlo bene, era doppio, poichè aveva in groppa Parry, il quale doveva ricondurre a Londra i cavalli dei gentiluomini e dei loro domestici venduti al locandiere per la spesa che da lui avevano fatta. Mediante questo colpo di commercio, i quattro amici avevano potuto portar con sè una somma, se non ragguardevole, almeno bastante per far fronte ai ritardi ed alle eventualità.

D’Artagnan invitò Porthos ed Aramis a seguirlo, e questi accennarono ai servi che scendessero da cavallo e sciogliessero le loro valigie.