«E come mai?

«Perchè stamane è caduto da un albero di gabbia e s’è rotta la gamba. Ma io sono suo cugino; mi ha raccontata tutta la faccenda, e mi ha incaricato di riconoscere per lui e condurre in sua vece dovunque bramassero i gentiluomini che mi porterebbero una pezzola con un gruppo ad ogni cocca come quello che voi avete in mano e questo ch’io ho in tasca».

E si traeva dalla saccoccia il fazzoletto di già mostrato a Mordaunt.

«Non c’è altro? domandò Athos.

«Oh, sì, milord: vi sono anche settantacinque lire promessemi s’io vi sbarco sani e salvi a Boulogne o su tutt’altro punto della Francia che m’indicherete.

«Che ne dite, d’Artagnan? chiese Athos in francese.

«Prima di tutto, che dice costui?

«Ah sì, mi scordavo che non capite l’inglese».

E Athos ripetè a d’Artagnan il dialogo avuto col padrone.

«Mi par verosimile, disse il Guascone.