«Va bene, seguitò Blaisois, e conosce le botti piene, poichè è già stato in cantina col signor cavaliere d’Artagnan. Signor Mousqueton, lasciate che s’introduca messer Grimaud.
«Mi ci sarei introdotto io pure egualmente che Grimaud, disse Mousqueton un po’ sdegnato.
«Sì, ma ci vorrebbe più tempo, ed io ho molta sete.... sento che mi si rimescola sempre più lo stomaco.
«Andate dunque, Grimaud, ordinò Mousqueton dando a quello che si recava a tentare l’impresa in sua vece il boccale da birra e la verrina.
«Netta i bicchieri, disse Grimaud».
Poi fece un gesto amichevole a Mousqueton, acciò questi gli perdonasse di compiere una spedizione cominciata in maniera tanto brillante da un altro, ed alla guisa di un serpente si cacciò dentro dall’apertura e disparve.
Blaisois sembrava in estasi. Di tutte le imprese fatte dopo il loro arrivo in Inghilterra dagli uomini straordinari a’ quali aveva la sorte di essere addetto, quella di certo gli sembrava la più miracolosa.
«Ora vedrete, disse allora Mousqueton fissando in viso Blaisois con una superiorità a cui questi non cercava tampoco di sottrarsi, ora vedrete, Blaisois, come beviamo noi altri soldati quando abbiamo sete.
«Il pastrano, fece Grimaud di fondo alla cantina.
«Ah sì! è giusto, disse Mousqueton.