«Là! disse Blaisois».
Mousqueton era tutto all’opposto della rana della favola, che si credeva più grossa di quel che la si fosse. Sfortunatamente, se era pervenuto a scemare di un terzo il proprio nome, non gli era riuscito lo stesso pel suo ventre. Tentò di passare dall’apertura formata, e vide con sommo duolo che bisognerebbe togliere altre due o tre tavole perchè quella gli bastasse.
Sospirò, e si ritirò per riaccingersi al lavoro.
Ma Grimaud che aveva terminato il conteggio, si era alzato, e col massimo interesse per l’operazione che colà si eseguiva si era avvicinato a’ suoi due compagni, e scorgeva gli inutili sforzi di Mousqueton per arrivare alla terra promessa.
«Io, disse Grimaud».
Questa parola sola valeva quanto un sonetto, che come ognuno sa vale quanto un poema.
Mousqueton si voltò domandando:
«Che cosa, voi?
«Io passerò.
«Oh sì, rispose Mousqueton dando un’occhiata al personale lungo e secco dell’amico, voi sì, e facilmente.