Grimaud appena convinto essere il bastimento carico di polvere, anzi che di vino, si slanciò al boccaporto, ed in un salto fu alla camera ove dormivano i quattro amici. Giunto là, spinse piano l’usciale, col che destò immediatamente d’Artagnan coricato dietro a questo.

Non sì tosto d’Artagnan ebbe veduta la faccia sconvolta di Grimaud, comprese esservi qualchecosa straordinaria, e andava per gridare; il domestico però con un gesto più rapido che la parola, si mise un dito sulle labbra, e con un soffio di cui nessuno avrebbe avuto idea in un corpo sì gracile, estinse il lumicino da tre passi distante.

D’Artagnan si sollevò sul gomito; Grimaud posò in terra un ginocchio, e divi, a collo steso, con un’agitazione tremenda, gli bisbigliò all’orecchio un racconto, che a tutto rigore era abbastanza drammatico per rendere superfluo il gesto e i movimenti della fisonomia.

Durante quella relazione, Athos, Porthos ed Aramis dormivano come uomini che non abbiano dormito da otto notti, e nella stiva Mousqueton per precauzione si legava gli aghetti, mentre Blaisois inorridito e coi capelli ritti in testa si provava a far lo stesso.

Ecco ciò che era accaduto.

Subito che Grimaud fu sparito dal foro e si trovò nel primo compartimento, si diede a cercare, ed incontrò una botte; vi picchiò sopra: ell’era vuota. Andò ad un’altra: vuota egualmente. Ma la terza su cui ripetè l’esperimento diede un tal suono che non v’era da ingannarsi, ed egli riconobbe ch’era piena.

Si fermò a questa, cercò un luogo adattato per bucarla con la verrina, e nel far ciò posò la mano sur una chiavetta o robinetto.

«Bene! disse fra sè, risparmio di fatica!»

Appressò il vaso di birra, girò la chiavetta, e sentì il contenuto passare adagio dall’uno all’altro recipiente.

Grimaud, usata la cautela di richiudere il robinetto, si accingeva ad accostarsi alla bocca il vaso suddetto, essendo egli uomo di troppa coscienza per recare ai compagni un liquido del quale non potesse garantir loro la qualità, quando ecco intese il segnale d’allarme datogli da Mousqueton; ebbe sospetto di qualche ronda notturna, si cacciò nello spazio esistente tra due fusti, e si rimpiattò dietro ad uno di questi.