Realmente, di lì a poco fu aperta la porta e indi richiusa, dopo esserne venuti fuori i due individui col ferrajuolo che noi già vedemmo andar su e giù dinanzi a Blaisois e Mousqueton col dare ad essi l’ordine di smorzare le candele.

Uno dei due teneva una lanterna guarnita di vetri, ben serrata, e tanto alta che la fiamma non poteva arrivare sino alla cima; inoltre i vetri erano ricoperti da un foglio bianco che mitigava o piuttosto assorbiva e la luce e il calore.

Colui era Groslow.

L’altro reggeva una qualche cosa pieghevole e arrotolata come una corda bianchiccia. Gli cuopriva il viso un cappello a tese larghe.

Grimaud supponendoli là per lo stesso sentimento per cui egli vi era, e credendo che al pari di lui venissero a fare una visita al vino di Porto Porto, si rannicchiò sempre più a tergo alla botte, calcolando inoltre che qualora fosse scoperto il delitto non era poi molto grave.

I due sopraggiunti, quando furono al fusto dietro al quale appiattavasi Grimaud, si fermarono.

«Avete la miccia? domandò in inglese quello del lampione.

«Eccola, disse l’altro».

Alla voce dell’ultimo, Grimaud si scosse e si sentì un brivido sino nel midollo delle ossa; si rizzò lentamente sino a tanto che colla testa sorpassasse il cerchio di legno, e sotto l’ampio cappellone riconobbe il pallido volto di Mordaunt.

«Quanto può durare questa miccia? costui richiese.