Mordaunt s’inginocchiò e fissò una cima della miccia alla chiavetta, per non aver più da far altro che dar fuoco all’estremità opposta.

E terminata tale operazione, cavò fuori l’oriuolo.

«Avete inteso? un quarto dopo mezza notte; disse alzandosi, cioè fra venti minuti.

«Ottimamente, signore, rispose Groslow. Soltanto, devo farvi osservare per l’ultima volta che v’è qualche pericolo nell’incarico riserbatovi, e che sarebbe meglio incombenzare un dei nostri subalterni nell’accensione.

«Mio caro Groslow, replicò Mordaunt, sapete pure il proverbio: Chi fa da sè fa per tre, ed io lo metterò in pratica».

Grimaud aveva ascoltato tutto, se tutto non aveva inteso: ma in lui la vista suppliva alla mancanza di piena intelligenza dell’idioma; avea veduto e riconosciuto i due acerrimi nemici dei moschettieri; avea visto Mordaunt preparare la miccia; aveva udito il proverbio detto in francese da Mordaunt; finalmente tastava e ritastava il contenuto del boccale, ed invece del liquido che attendevano Mousqueton e Blaisois, scricchiolavano sotto le sue dita i grani di una grossa polvere da botta.

Mordaunt si avviò col capitano; sull’uscio si fermò in ascolto,

«Sentite come dormono? disse».

Difatti si udiva russare Porthos a traverso al palco.

«Iddio li mette in mano vostra! fece Groslow.