«Sotto l’altro ministro, osservò Athos, sotto il grande, avrebbero badato più a noi che alle mercanzie; ma ora non dubitate, baderanno più alle merci che a noi.

«Non me ne fido, replicò d’Artagnan, e vo subito su per le dune.

«Perchè non dalla città? fece Porthos; avrei più caro un buon albergo che quei tristi deserti di rena creati da Dio solamente per i conigli. E poi, ho fame, io.

«Fate come volete, Porthos, soggiunse il Guascone; ma per me, sono persuaso che la più sicura per persone nel nostro stato è la campagna aperta».

E certo di aver per sè la maggioranza dei voti, d’Artagnan s’inoltrò nelle dune senza attender risposta.

Tutti lo seguirono, ed in breve disparvero seco dietro ai monticelli di sabbia, non senza però aver richiamato sopra sè medesimi la pubblica attenzione.

«Adesso discorriamo, propose Aramis dopo ch’ebbero fatto circa un quarto di lega.

«No no, disse d’Artagnan, scappiamo; siamo fuggiti a Cromvello, a Mordaunt, al mare; tre abissi ci volevano ingojare, non isfuggiremo al signor Mazzarino.

«Avete ragione, approvò Aramis, e la mia opinione è che per più sicurezza ci separiamo.

«Sì sì, fece d’Artagnan, separiamoci».