«Una barca!» dissero in una voce i tre amici.
E i domestici dal canto loro esprimevano il giubilo in tuoni fra lor differenti.
Era un bastimento da trasporto di Dunkerque, che faceva vela per Boulogne.
I quattro padroni, Blaisois e Mousqueton mandarono insieme un grido che echeggiò sulla superficie delle onde, mentre Grimaud senza dir nulla, metteva il suo cappello in cima al remo per richiamare gli sguardi di coloro a cui il grido doveva giungere.
Dopo un quarto d’ora la lancia di quel bastimento li rimorchiava; essi ponevano il piede sul trasporto; Grimaud offeriva venti ghinee al capitano a nome del suo padrone; e la mattina a nove ore con buonissimo vento i nostri francesi sbarcavano sul suolo della patria.
«Cospettone! come si è forti qua sopra! disse Porthos affondando i larghi piedi nell’arena; vengano ora a darmi molestia, a guardarmi bieco, a stuzzicarmi, e vedranno con chi avranno che fare! Per Bacco! sfiderei un regno intero!
«Ed io, avvertì d’Artagnan, vi esorto a non proferire tanto forte questa sfida, giacchè mi pare che qui ci guardino di molto.
«Eh diamine! ci ammirano.
«Ed io, caro Porthos, non ci metto punto amor proprio, ve lo giuro. Vedo soltanto degli uomini colla giubba nera, e confesso che nella nostra situazione tali genti mi spaventano.
«Sono i cancellieri delle mercanzie del porto, rispose Aramis.