«Chi, come?

«Quello che noi cerchiamo.

«Ah! fece d’Artagnan, pare che credendo di venire a Noisy io abbia approdato senza figurarmelo nel regno degli enigmi!

«Animo, rispondete! riprese la stessa voce altera, lo attendete sotto questa finestra? venite a Noisy per difenderlo?

«Non attendo veruno, replicò d’Artagnan che cominciava a perdere la pazienza, non ho idea di difendere altro che me, e questo me, lo difenderò con vigore, ve lo avverto.

«Benissimo; levatevi di qua, e lasciateci il posto.

«Levarmi di qua? fece il tenente a’ di cui progetti quest’ordine si opponeva di troppo, non è facile, sendochè sono stanco morto, e così pure il mio cavallo, ammenochè siate disposto ad offrirmi da cena e da dormire nelle vicinanze.

«Furfante!

«Ehi! disse d’Artagnan, misurate le vostre parole, perchè se ne proferiste delle altre simili a questa, quando anche foste marchese, duca, principe o re, ve le farei rientrare in corpo, capite?

«Via via, non v’è da sbagliare, soggiunse il capo della brigata, è un Guascone quello che parla, e in conseguenza non è quel che cerchiamo. Per questa sera il nostro colpo è andato a vuoto; ritiriamoci. Vi ritroveremo messer d’Artagnan! continuò alzando la voce.