In tale aspettativa si era accostato alla finestra, e macchinalmente guardava nel cortile. Vide entrarvi la deputazione dei Parigini, che veniva a regolare il luogo definitivo delle conferenze e a riverire la regina. V’erano consiglieri al Parlamento, presidenti, avvocati, fra i quali tratto tratto qualche uomo d’arme. Li attendeva fuor dei cancelli una scorta imponente.

Athos osservava con maggiore attenzione, imperocchè fra mezzo alla moltitudine gli era sembrato di ravvisare qualcuno; ed eccolo sentirsi a toccar lieve lieve la spalla.

Si volse e disse:

«Ah, signor di Comminges!

«Sì, signor conte, son io, e incaricato di un’incombenza per la quale vi prego di accettare le mie scuse.

«E quale?

«Conte, favorite consegnarmi la vostra spada».

Athos sorrise.

Aperse la finestra e gridò:

«Aramis!»