«Sì, qualora la Maestà Vostra li ponga in libertà.
«Ah! continuò Anna rispondendo al proprio pensiero, qui si ha rammarico di non essere a Parigi!
«E perchè?
«Per la Bastiglia, eh! è tanto forte e segreta.
«Signora, con le conferenze abbiamo la pace, con la pace abbiamo Parigi, con Parigi abbiamo la Bastiglia! e i quattro gradassi vi marciranno».
La regina aggrottò alquanto le ciglia, mentre Mazzarino le baciava la mano per prendere da lei commiato.
Il ministro uscì dopo questo atto mezzo umile e mezzo galante. Anna lo seguitò cogli occhi, ed a misura ch’egli si allontanava si scorgeva apparirle sul labbro un sorriso sdegnoso.
«Ho disprezzato, mormorò essa, l’amore di un ministro che non diceva mai — farò — ma bensì — ho fatto —. Quegli conosceva ricoveri più sicuri che Rueil, più oscuri e silenziosi ancora che la Bastiglia.... Oh, come degenera il mondo!...»
LXXXVI. Precauzioni.
Mazzarino, lasciata ch’ebbe la regina, si avviò a Rueil dov’era la sua casa. Egli andava accompagnato, in quei tempi di turbolenze, e spesso pure travestito. In abito da uomo da spada, noi già lo dicemmo, egli era un bel gentiluomo.