«Or bene, favoritemi dunque di presentargli i miei distinti saluti ed avvisarlo che siamo vicini; nello stesso tempo gli annunzierete ciò che annunziavate a me poc’anzi, vale a dire che il signor di Mazzarino mi ha messo nel padiglione degli agrumi per poter farmi una visita, ed aggiungete che profitterò di quest’onore ch’ei vuole concedermi onde ottenere che sia resa più mite la nostra prigionia....
«La quale non può durare, interruppe Comminges; il signor ministro me lo diceva testè; qui non v’è carcere.
«Vi sono le perpetue, rispose sorridendo Athos.
«Oh! codesto è tutt’altro. Sì, so che esistono certe tradizioni su tal proposito, ma un uomo di bassa nascita com’è il ministro, un Italiano venuto in Francia a cercare fortuna, non oserebbe portarsi a simili eccessi verso uomini della nostra fatta: sarebbe cosa enorme! Andava bene a tempo dell’altro ministro che era un gran signore; ma con messer Mazzarino, oibò! Le perpetue sono vendette regie e non adattate per un villano par suo. Si sa il vostro arresto, presto si saprà quello dei vostri amici, e tutta la nobiltà di Francia gli domanderebbe ragione dell’essere voi spariti. No no, state quieto; da dieci anni in qua le carceri perpetue di Rueil sono novelle ad uso dei bambini. Su questo punto non abbiate il minimo pensiero. Io dal canto mio avvertirò il signor d’Artagnan del vostro arrivo. Chi sa che fra quindici giorni voi non facciate a me un favore del medesimo genere?
«Io?
«Sicuramente! non potrei essere poi io prigioniero del signor Coadjutore?
«Siate persuaso che in tal caso mi sforzerei a giovarvi, disse Athos.
«Mi farete l’onore di cenare con me, signor conte? disse Comminges.
«Grazie, sono di umore pessimo, e vi farei passar la serata in malinconia! grazie mille!»
Comminges guidò il conte in una stanza del terreno del padiglione che era in seguito a quello degli agrumi e a livello col medesimo. Al padiglione si giungeva da un cortile pieno di soldati e cortigiani. Il cortile a forma di ferro di cavallo, aveva nel centro gli appartamenti abitati da Mazzarino e a ciascuna delle ale il padiglione da caccia ove stava d’Artagnan, e quello degli agrumi in cui era entrato ultimamente Athos. Dietro l’estremità delle due ale il parco.